Proiettando Molly

“Siediti. Mettiti comoda. Sul letto, sul divano, dove preferisci”, le faccio.
Molly si mette sul letto.
Sorrido per la sua scelta.
“Allora?”, esordisco.
“Allora cosa?”, risponde.
“Cos’è questa storia del tuo PADRONE?”
Mi guarda stupita.
“Dunque è per questo che mi hai convocato in questo posto… Cos’è che non hai capito, che non ti è chiaro?”
“Non è che non ho capito. Solo non credo che quello che scrivi sia tutto vero al cento per cento…”
“Eccome se lo è”, si inorgoglisce.
“Forse esageri un tantinello, lo capirei… A tua detta saresti quasi una schiava di Cartagine!”
“Non so come erano le schiave a Cartagine. Ma sì, io sono una schiava. Sono la schiava del mio Padrone…”
“Molly, basta stronzate. Ma che schiava e schiava! Schiava… nell’anno 2018?!”
“E allora? Pensi forse che la schiavitù non esista più?”
“Non è che non esistano più le schiave, per carità! Però in quei casi si tratta di donne molto infelici. Non certo come te, che possono scegliere di esserlo, schiave…”
“Io sono felice del mio Padrone. Che ci vuoi fare? Ognuno è felice come preferisce…”
“Appunto! Come puoi essere felice di essere una schiava?! Dunque o non sei felice o non sei schiava. È una stronzata.”
“Eppure è così. Io faccio tutto quello che mi dice il Padrone, perché io sono la sua schiava e lui il mio Padrone. E sono felice di farlo.”
“Smettila di avere sempre questo tono così ostentatamente ossequioso verso lui, come se potesse sentirci! Mi da’ sui nervi! Ma voglio venirti incontro: capisco anche il giochetto erotico. Passi… Ma credo che se davvero intercorresse questo tipo di rapporto tra voi, non sarebbe qualcosa di giusto. Si sconfinerebbe nel delitto, morale prima ancora che penale. Penso che ti picchierebbe, per esempio…”
“Il mio padrone non mi picchia. Non per farmi davvero male, almeno. E comunque può farmi tutto quel che vuole e io glielo lascerò fare. Gli spetta di diritto. In particolare può farmi tutto quel che vuole al culo…”
Rido.
“Divertente questa storia del culo! Sai una cosa comica? In qualche maniera, credo di comprenderla!… E comunque tra parentesi hai davvero un bellissimo culo, Molly, ampio, tondo, morbido, accogliente, dove è bello affondarci. Davvero complimenti!”
“Grazie. Anche tu vuoi farmi qualcosa al culo?”
“Sì, ma dopo semmai… Prima chiariamo questa storia del finto padrone…”
“Non c’è nulla da chiarire. È come ti ho detto.”
“E io non credo che le cose stiano esattamente come dici tu. Altrimenti ti picchierebbe…”
“No! Perché dovrebbe farlo se faccio tutto quel che vuole e lo soddisfo in ogni modo? Tu non capisci. Si vede che non sei mai stato dentro un rapporto sadomaso, per questo non puoi capire.”
“Bene. Allora vuoi sapere qual è il vero punto di tutta questa questione?”
“Illuminami.”
“È che il sesso fine a se stesso, senza amore, non ha senso: stanca. O comunque è qualcosa di assai modesto, trascurabile, ridicolo. Non è questa gran cosa che dici nei tuoi racconti…”
Ci pensa su un attimo poi ribatte prontamente.
“Difatti io amo il mio Padrone.”
“No! Quello non può essere vero amore. L’amore è un’altra cosa. Quel che avete voi può essere dell’altro, ma non certo amore.”
“Tu non capisci…”
E certo che non capisco. Solo tu, Molly, puoi svelare il tuo mistero. Cioè puoi dirmi se nei tuoi racconti enfatizzi un pochino i rapporti col tuo “padrone” – che per me è soltanto il tuo ragazzo, sempre se esiste sul serio qualcuno di fisico – oppure confermarmi che davvero il rapporto che intercorre tra voi è come lo descrivi, con te totalmente subordinata a lui…
Allora, che mi dici, Molly?
:-*

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9 risposte a "Proiettando Molly"

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  1. Guarda, ho riso tanto. Questa scenetta che ti sei inventato è davvero bella. E le tue perplessità sono legittime, erano in parte le mie. Prima. E’ complesso rispondere qui e di certo non lo farei in modo esauriente, magari ci proverò via mail, ma come tutte le cose non le comprendi a pieno finché non le vivi. Non starò a raccontarti ciò che puoi trovare tranquillamente in molti siti che trattano dell’argomento, un po’ perché il dogmatismo non mi interessa, un po’ perché lo hanno fatto altri molto meglio di come lo farei io. Temo però ci sia un equivoco di fondo: mi immagini come una schiava perennemente in perizoma legata alla catena e prostrata ai piedi del Padrone. Non è così, ovviamente e nemmeno sventolo foglie di banano per fargli aria. Se hai letto o visto Histoir d’O puoi resettare completamente. E vorrei farti notare che la parola “schiva” non compare mai nei mie scritti. Ora che ti ho detto quello che non è dovrei spiegarti quello che è, ma il mio blog già dice molto. Tutto quello che scrivo è vero, sebbene romanzato e per altro non mi pare di apparire in fondo così docilmente sottomessa 😉 La parte emozionale e intima di quello che leggi è privata e chi la coglie è perché vive una analoga situazione. Ti lascio quindi non avendoti alla fine spiegato nulla. Ci proverò via mail.

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    1. ti ringrazio della risposta e del fatto che proverai a spiegarmi per email. mi fa piacere tu abbia riso! 😀 c’era anche il caso che ti fossi offesa per la libertà che mi sono preso (non si sa mai come la gente prende le cose)…
      effettivamente so di persone che fanno più o meno queste cose, ho visto anche una specie di documentario in merito. solo non capisco ancora…
      e avevo notato anche che, almeno in quello che avevo letto, non hai mai usato la parola schiava, ma viene normale contrapporla a padrone, no?, almeno per un profano come me. il tuo blog, perdonami, ancora lo debbo leggere tutto, per ora me lo sto centellinando, ma sicuramente prima o poi lo completerò. 🙂

      Piace a 1 persona

      1. nessuna offesa, anche se sì, qualche libertà te la sei presa, ma nulla di così grave 😉 Ci mancherebbe che pretendessi che tu ti legga tutto il mio blog, anche se mi pare di capire che potrebbe interessarti. La mail è partita

        Piace a 1 persona

      2. certo che mi interessa il tuo blog, anche se a me piace la parte di estrema libertà che esprime (libertà dalle convenzioni sociali, mentre per altri versi è forse il contrario). e mi piace come sono scritti i tuoi racconti. anche se probabilmente li vediamo in maniera diversa: per me sono uno squarcio fantastico nella perversione (come potrebbe essere un sogno erotico); per te, sono cose ben più concrete… :*

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